ALBERTO SCANDALITTA

MICHELLE


“Abbi cura della tua vita.
E’ preziosa per te?
Si è preziosa per me.”

dal Film “Suite Francaise”


L’Alzheimer, la forma di demenza più diffusa, coinvolge in Italia circa 700.000 pazienti e milioni di “caregivers” che si prendono cura di giorno e di notte di chi soffre questa malattia. Michelle è il “lungo frammento” di una di queste storie che ha inizio quando una figlia diventa mamma perché la mamma ritorna bambina. Di fronte al progressivo avanzare della vecchiaia e delle sue degenerazioni, la figlia decide di “prendersi cura” della madre e lo fa con amore alternando le giornate con momenti di ascolto, cura e gioco.Una scelta apparentemente semplice e inclusiva, un capovolgimento dei ruoli che segna profondamente una fase della propria vita per un periodo non determinabile. Solo apparentemente, perché dentro e sotto le storie di cura, vige una vera e propria emergenza sanitaria e sociale che produce la solitudine delle famiglie di fronte a un sistema di welfare che non è più in grado si supportarle nei momenti difficili. E così, sempre più frequentemente, bisogna scegliere tra cura e lavoro, tra affetti e vita privata, rischiando quell’isolamento fisico e psicologico che può diventare una spirale negativa che coinvolge tutta la famiglia allargata.La cura ma anche il gioco possono rappresentare un antidoto all’alienazione umana di chi perde memoria e orientamento, ma non basta; serve una seria integrazione tra pubblico e privato sociale per utilizzare al meglio tutte le possibilità aperte dalla riforma del terzo settore al fine di sostenere il “circolo virtuoso” dell’inversione dei ruoli familiari a fine vita.

WITNESS JOURNAL - MICHELLE...
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https://www.albertoscandalitta.it/michelle-p19988

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